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Cosa fare e non fare nella gestione del paziente con ipertensione arteriosa e comorbidità
Ancora oggi, con differenze non troppo significative in relazione al livello economico, la popolazione italiana continua ad ammalarsi ed a morire per cause cardiometaboliche. 
Tali cause, note da decenni, sono a loro volta conseguenti nella maggioranza dei casi a fattori di rischio molto conosciuti, tanto prevenibili nella loro insorgenza quanto ben curabili se già presenti: l'ipertensione arteriosa, in particolare, è anche nel 2020 al primo posto come elemento determinante di eventi cardiovascolari. In questo contesto, tuttavia, alcuni elementi impattanti sono di tipo socioculturale, come il livello educazionale ed economico. Ciò chiama sicuramente in causa il clinico, che li deve considerare quando raccoglie l’anamnesi e definisce una cura, ma necessita del contributo essenziale dei decisori amministrativi al fine di risolvere il problema alla fonte. Questo soprattutto in un’era - quella pandemica - in cui l’accesso alle cure in ospedale e sul territorio è fortemente limitato dalle esigenze legate al distanziamento. Per questo, è necessario ripensare alla strategia più idonea per aver cura dei nostri pazienti ipertesi, sviluppando tattiche che possano avvicinare il paziente in modo virtuale e ricorrendo intelligentemente all’interazione con il Suo ambiente socioculturale e la Sua famiglia.

Docente: Prof. Claudio Ferri
Professore Ordinario di Medicina Interna, Università dell’Aquila – Direttore U.O.C. Medicina Interna e Nefrologia,  L’Aquila

Jun 18, 2021 06:00 PM in Rome

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